Leggiamo dalle pagine del Collettivo Studentesco Irpino della circolare n.85 del DS prof. Gerardo Cipriano del POLO LICEALE di Ariano Irpino di Avellino (che decidiamo di allegare per la sua assurdità) dall’oggetto:
Assenze collettive di studenti nella giornata di venerdì 16 ottobre 2026, in concomitanza con lo sciopero del personale scolastico proclamato dal SISA – Carattere ingiustificato dell’assenza, obbligo di giustificazione personale e riflessi sulla valutazione del comportamento – a.s. 2026/2027.
L’oggetto lungo della circolare era atto dovuto da parte della dirigenza in quanto in 3 paginette il DS riscrive, in un colpo solo, il regolamento di istituto, il CCNL, lo statuto delle studentesse e degli studenti nonché le leggi sulla responsabilità genitoriale (Legge 219/2012 e il D.Lgs. 154/2013).
Incapacità di analisi, connessioni sbagliate, interpretazioni pregiudizievoli, rabbia repressiva, hanno guidato la stesura della circolare che trasforma l’atto politico di intimidire e punire in un comico esempio di “modello burocratico di complicazione delle procedure”.
È la tendenza tipica del nostro tempo trasformare il politico in tecnico: individuare un quadro di riferimento normativo, farlo fonte di direttive “legittime”, costruire procedure ad hoc per raggiungere i risultati che quel quadro normativo, (soggettivamente interpretato) impone. Più il sistema è farraginoso e complicato più il tecnico distrae dal politico, dalla scelta, dalla motivazione, da chi decide se compiere o meno quell’azione. Non solo, le procedure deresponsabilizzano il mandante facendo ricadere la colpa su chi invece le metterà in atto.
In breve: con un’assenza di massa studentesse e studenti del Polo Liceale di Ariano Irpino decidono di partecipare alla manifestazione studentesca del 16 ottobre. Un giorno di assenza per gridare stop alla guerra e al riarmo, più investimenti alle scuole, più diritti, più uguaglianza sociale… Quindi il Ds decide (e la decisione è una scelta politica) di agire, di intimidire, di punire, di reprimere. Punto di partenza l’individuazione di leggi che non determinano nulla rispetto all’accaduto (tranne il regolamento di istituto) e su questo costruisce disposizioni (spesso illegittime) e ordini da dare:
L’assenza del 16 ottobre deve essere giustificata personalmente per gli studenti minorenni, da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, che si presenta di persona presso la sede frequentata dal figlio o dalla figlia, munito di documento di riconoscimento; … […] La sola giustificazione telematica sul registro elettronico Argo non è sufficiente.
Con totale negazione della “responsabilità genitoriale” la scuola respinge la giustificazione sul registro (sarà infatti nulla) e l’assenza verrà considerata ingiustificata a tutti gli effetti.
Ed ecco una vera e propria azione di violenza privata: l’obbligo a tutti i genitori di andare a scuola per giustificare un’assenza magari già giustificata legalmente sul registro elettronico. Anche per gli insegnanti c’è qualcosa: non basta che i genitori vadano, occorre che compilino un allegato, un modulo; il coordinatore dovrà annotare il ricevimento sul registro; il foglio invece dovrà essere consegnato per rimanere agli atti della scuola; seguono ancora scadenze, appuntamenti, impegni sulla questione fino alla data del 26 ottobre giorno in cui, finalmente, la schedatura di tutti gli studenti, ormai giustificati, sarà compiuta. E con la schedatura degli studenti anche quella dei genitori! (Immaginate il genitore che dichiara di essere d’accordo con la protesta del figlio!).
Nonostante tutto ciò il Ds dispone di considerare l’assenza ingiustificata (e allora perché avere scritto prima le modalità di giustificazione?) e vuole punire.
Ma per punire occorre selezionare (valutare le eccezioni/giustificazioni, lui e il coordinatore in barba al consiglio di classe) e quindi ecco definire cosa si intenda per assenza collettiva: 50% +1, 50%-1 ed ecco i tecnici-coordinatori pronti a contare, a punire una classe e non un’altra per la presenza di un individuo in più o meno, il calcolo delle entrate posticipate e delle uscite anticipate… La questione è seria richiede esempi e tabelle esemplificative, cosa che rendono ancora più monumentale e comica la circolare.
Per i consigli di classe c’è invece qualcosa in meno da fare: la programmazione didattica, avendo il Ds già definito con prepotenza che nelle classi con assenza collettiva: il Consiglio di classe esamina il caso come comportamento collettivo della classe e programma un’attività di riflessione, nell’ambito dell’educazione civica, su diritti e doveri degli studenti, sciopero, rappresentanza e forme legittime di partecipazione.
Compito del consiglio di classe rimarrà tuttavia quello di deliberare l’ammonimento e inserire il voto di condotta. Mah!
Facile immaginare a cosa porterà tutto ciò: a nulla! Le assenze verranno giustificate dai genitori e dai maggiorenni, nessuno si permetterà di metterne in discussione la validità e anche il consiglio di classe si troverà in difficoltà a dimostrare che un’assenza giustificata possa qualificarsi “come assenza di massa” se la motivazione data è altra.
In realtà il fine della circolare viene esplicitato nell’ultimo “gioiello” inserito dal Ds: l’intimidazione preventiva sul 30 ottobre (prossima giornata di sciopero) che conduce alla minaccia: il divieto di aderire alle manifestazioni perché le assenze verranno trattate con i criteri della circolare n.85, con tanto di richiesta ai genitori di vigilare sui suoi diktat! Non basta avere trasformato i docenti in strumenti della repressione e del controllo ora il Ds entra anche in famiglia!
Ultima questione per il DS: ricordando che nella giornata del 16 era convocato uno sciopero della scuola, ha desunto che tutte le studentesse e tutti gli studenti assenti in quella data avessero aderito allo sciopero cosa a sua opinione inammissibile essendo il diritto di sciopero esclusiva dei lavoratori. Sfugge al DS un dato: che nella giornata del 16 ottobre in tutta Italia si sono svolte proteste studentesche chiamate da diverse organizzazioni studentesche; indipendentemente dallo sciopero; bastava aprire i giornali per accorgersene.
I ragazzi non hanno aderito allo sciopero hanno protestato anche contro ciò che è diventata la scuola pubblica tra i cui epifenomeni si trovano anche circolari come questa.
Si ricorda che tra le rivendicazioni c’era anche la richiesta di eliminare i progetti FSL (che di fatto rendono lo studente in FSL “lavoratore”) condizione che, a quanto scrive il DS, li metterebbe nella condizione di scioperare.
Faccia attenzione allora a verificare lo stato degli studenti quella mattina… non sia mai che uno studente in FSL non si sia presentato allo sfruttamento e che tuttavia risulti giustificato!”
Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le componenti scolastiche dell’istituto perché un’azione come questa è un attacco agli studenti, alle famiglie e alla categoria insegnante. Ci uniamo al Collettivo Studentesco Irpino per la denuncia dell’accaduto e rimaniamo a disposizione per ogni azione sindacale e legale contro questa assurdità.