
Quale momento migliore se non l'estate per approvare l'ennesima manovra del governo a scapito del personale della scuola, in ferie in questo periodo, e, in questo caso, anche a tutto il personale ministeriale, quindi i funzionari presenti negli Uffici scolastici regionali, provinciali e a viale Trastevere?!
Lo scorso 6 agosto si è svolto un incontro tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le principali sigle sindacali in cui il Ministero ha comunicato l'avvenuta stipula il 3 agosto delle convenzioni sanitarie con Unisalute, Intesa San Paolo e Poste per l'attviazione della polizza sanitaria integrativa per tutto il personale scuola ed anche per il personale ministeriale. Lo Stato prosegue quindi con la delega ai privati di funzioni che potrebbero e dovrebbero essere benissimo svolte dalla sanità pubblica. A quale scopo? Chiaramente ridurre ulteriormente i finanziamenti al pubblico a favore del privato, con un peggioramento generale dei servizi erogati e, di conseguenza, delle condizioni di salute di gran parte della popolazione. La manovra riguarda infatti circa 1.250.000 di lavoratrici e lavoratori. Ci preme qui sottolineare in primis la capziosità di queste misure. Infatti le risorse che verranno erogate a queste società private sono tolte alla contrattazione: di fatto sono lavoratrici e lavoratori quindi a finanziarle. Inoltre si prosegue, con strisciante pervasività "educativa", a cercare di introiettare nel personale la convinzione di dover provvedere individualmente a tutelare la propria salute. Molte colleghe/i infatti, con le strutture pubbliche sotto attacco e con i ridicoli rinnovi contrattuali e i miseri stipendi accreditati a fine mese, saranno invogliate/i ad aderire alla Assicurazione Privata.
Ricordiamo che con la stessa logica, e con il subdolo meccanismo del silenzio /assenso, si sta cercando di imporre al personale della scuola, con il falso pretesto di un inesistente debito INPS del Fondo Pensioni, l'adesione al fondo Espero (per un approfondimento consultare il nostro articolo al link seguente: https://www.sindacatosocialedibase.org/web_comunichiamo-s.php?id=20). Questa adesione è irrevocabile e intrappola di fatto il personale della scuola a destinare al fondo pensione il proprio TFR/TFS in una sorta di gioco d'azzardo le cui regole sono dettate ancora una volta dall'economia di mercato.
In entrambi i casi i sindacati principali non solo non sono in disaccordo, ma in merito alla sanità privata, la UIL elogia l'accordo e la CGIL denuncia dubbi solo sull'entità delle prestazioni coperte (ovvero avrebbe dato ancora più soldi alla sanità privata!).
Tale convenzione è la più grande d'Italia per numero di potenziali aderenti, l'adesione è facoltativa ma gli stipendi al MIM sono estremamente bassi, ed è idonea ad essere apripista verso il definitivo smantellamento della sanità pubblica nel silenzio generale dei maggiori sindacati e dei partiti anche di opposizione.
Questo meccanismo va avanti da più di vent'anni, anche con governi della cosiddetta sinistra (per un approfondimento si consiglia la lettura del testo "Contro le due destre", Futura editrice), che hanno approvato varie riforme e misure che nel corso del tempo hanno ridotto il potere d'acquisto della classe media, con aumenti di contratto irrisori.
Nel concreto di questa misura a partire probabilmente da settembre 2026, il personale a tempo indeterminato e determinato, ma solo chi avrà un contratto al 30 giugno o al 31 agosto (solite disparità interne), potrà "volontariamente" (per ora! anche il fondo Espero era in passato su base volontaria, adesso vale il silenzio/assenso, come detto prima) aderire a questa sanità privata, che non coprirà tutto e non rimborserà tutto (fare bene attenzione!).
A nostro avviso la salute è un diritto costituzionale e la sua gestione deve continuare a rimanere il più possibile pubblica, con adeguati finanziamenti governativi alle strutture pubbliche.